Per quanto riguarda le testimonianze risalenti all'età punica, solo nel secolo scorso, fu scoperta una tomba il cui corredo era costituito da vasi in ceramica e da un orecchino in argento a cerchio. Ma la testimonianza archeologica ritenuta maggiormente importante è il rinvenimento, in località " Campu Braxiu " di una stele in arenaria raffigurante il simbolo della dea Tanit.

Elementi di età romana sono stati ritrovati a " Mizzas de Urnus " mentre a Balardi fu ritrovato un frammento in ceramica di lucerna romanica. Ma anche le testimonianze archeologiche nei pressi di " Mitza Pudexia " farebbero pensare, considerate le proprietà oligominerali della sorgente, alla presenza di antiche terme romane.

A pochi Km dal centro abitato di Serdiana incontriamo Santa Maria di Sibiola, una chiesetta campestre di arte romanica costruita ad opera dei monaci Vittorini. La chiesetta è situata in una piccola altura fra colline coltivate a vigneti là dove, probabilmente, sorgeva un centro agricolo guidato dall'attiva presenza dei Benedettini dell'Abbazia di San Vittore di Marsiglia. L'edificio, costruito nella prima metà del XII sec. con pietre di arenaria, presenta una pianta a due navate diseguali, ognuna con la propria abside semicircolare ed ingresso. Caratteristico il rosone a disegno geometrico floreale e la scala in muratura incorporata sul lato sinistro e retta da mensoloni.

All'interno del centro abitato possiamo osservare la chiesa parrocchiale di San Salvatore, progettata tra il XV e XVI secolo in forme gotiche. All'interno vi si conservano u8n'acqua santiera del XII sec. e dei pannelli in legno del '400 che componevano il retacolo del Giugizio Universale, attribuito al maestro di Olzalai e provenenti da S.M. di Sibiola. Attualmente si trovano nella Pinacoteca di Cagliari, ma una copia in formato originale  si può ammirare all'interno della sala del Consiglio Comunale.

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